Il Nostro Impegno

IL DUOMO DI MILAZZO - LA RISERVA MARINA AL CAPO MILAZZO - PORTO - MULINO

Nota del giorno

A RISCHIO IL DUOMO ANTICO DI MILAZZO

 

C’è a Milazzo un monumento di importanza nazionale. E’ il duomo antico, realizzato entro la cinta murata, iniziato a costruire nel 1608 su disegni di Camillo Camilliani, della scuola di Michelangelo, "esempio raro in Sicilia di chiesa a pianta centrale, con una struttura architettonica a croce greca, con un'unica grande cupola centrale, tipica dello schema del ‘500 non comune in Sicilia". Esso ha un’elegante struttura, di evidente scuola toscana, decorata con lesene e capitelli compositi in pietra di Siracusa.

 

Poiché in questo momento è sottoposto a restauro conservativo, sarebbe un vero peccato se a causa dei lavori venissero realizzati interventi che ne modifichino la percezione estetica e stilistica originaria o che ne pregiudichino il comportamento strutturale.

 

Legambiente del Tirreno lancia perciò un urgente allarme, giustificato sulla base di dichiarazioni rilasciate dal direttore dei lavori, arch. Luciano Trizzino, alla stampa locale, e della stessa documentazione presentata a corredo del progetto, riguardante in modo particolare la cupola, che svetta al di sopra delle mura ed è visibile, come un vero simbolo dell’identità culturale della gente di Milazzo, pressoché da ogni punto della Città del Capo.

 

Il nucleo della nostra critica si fonda sull’opinione, autorevolmente suffragata, che il restauro conservativo non debba "reinventare" o sperimentare soluzioni e materiali poco compatibili con i luoghi e con la stessa fabbrica. Quindi ci sembra fuori luogo parlare, in tema di rivestimento della superficie esterna della cupola, di foglia di rame o piombo o altri vari materiali sigillanti.

 

Fermo restando infatti che l’intervento esterno deve risultare protettivo per l’interno ed evitare infiltrazioni, devono essere anche evitate soluzioni che modifichino la percezione estetica e la lettura storica del monumento, che introducano fattori tecnologici estranei, o che comunque determinino un’alterazione dell’equilibrio compositivo dei materiali, un surriscaldamento o un cambiamento radicale del comportamento fisiologico della stratificazione strutturale.

        Ci parrebbe "normale" che la ricerca di una soluzione corretta venisse effettuata considerando i materiali utilizzati nella zona all’epoca della costruzione, nonché osservando e refertoriando opere coeve presenti nella stessa zona e attribuibili a manifatture assimilabili.

    Nella stessa cittadella del Borgo antico esistono altre due chiese, quella di San Rocco e di San Gaetano, rispettivamente del 1575 e del 1621, queste assieme a quella del Duomo presentano "le medesime tecniche di rivestimento e segnano, inconfutabilmente, tre momenti di una tradizione locale e, quindi, di una precisa area culturale", tutte realizzate nel ‘600, con tecniche e materiali consolidati dall’esperienza del tempo. 

 

        Il nostro pensiero è che non si possa intervenire su un monumento storico di tale rilevanza senza predisporre una diagnostica e senza approfondire a monte i materiali utilizzati nel passato, che di certo hanno garantito ottimi risultati tecnici affiancati da un presupposto di autenticità.

Ci preoccupano le intenzioni che lo stesso direttore dei lavori ha voluto dichiarare alla stampa e affermare in colloqui con esponenti di associazioni culturali milazzesi, da cui deduciamo il rischio che vengano utilizzati materiali e tecniche incompatibili con la fabbrica.

 

        Nonostante le ripetute segnalazioni di cultori privati, associazioni, tra cui "Italia Nostra", e "Storia Patria" si insiste ad ipotizzare soluzioni e materiali che potrebbero avere gravi implicazioni anche sulla salute della fabbrica, della quale possono alterare le funzioni di scambio con l’ambiente esterno, ad esempio del vapore acqueo e della temperatura, come inevitabilmente accadrebbe qualora venissero impiegati rame, o peggio piombo, e/o guaine impermeabilizzanti.

 

        Legambiente chiede che si receda dall’insistere in opere che potrebbero avere effetti irreparabili, e che vengano effettuate opportune e urgenti verifiche sulle le questioni poste con la presente, da parte delle Autorità preposte e dotate di specifiche competenze.